BALTASAR – RUGGINE

Un assemblatore artigianale di fonemi, sillabe, parole …

… che prima di diventare tali sono state pensieri, pensieri scaturiti da limature di un ferro arrugginito…

<< L'artista, il poeta in particolar modo, ha una diabolica correlazione con i numeri binari: o sei zero oppure sei uno. La sua sorte è decisa dal bioritmo dei numeri, dagli algoritmi del fato! >>

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SILLOGENESI rev 01 -2022

<< Nella poesia le parole rimandano a delle visioni accese dal loro significato, immediato e mediato. È possibile, con essa, accedere a ordini superiori di percezioni, percezioni che richiamano nell'uomo un ancestrale senso cosmico di appartenenza attiva.>>

ASIMMETRICO

Camillo e Aldo

TRA BIANCO e NERO, UNO SPAZIO AMPIO feb2022

PIETRA E SILICIO

<< oggi so qualcosa in più rispetto a ieri; di contro, qualcosa in meno rispetto a domani. Questo fa di me, oggi, nel presente #perpetuo, un perenne ignorante >>

FollienellaNebbia 01

Breve Favola Uovo di Ruha

<< perennemente all'interno del mio #labirinto dinamico, mi muovo tra illusione e realtà: una realtà di cui mi illudo e una #illusione che vorrei fosse realtà >>

La sedia [bucata]

LE MIE MANI 01

S.T.A.S.I.. 01pdf

Per il testo Quarto Vuoto, l’Eredità della Sabbia, qui sotto si riporta solo un estratto a causa della pesantezza del file: il presente sito non supporta file superiori a 100 mega. Per coloro che desiderassero avere il testo integrale in pdf possono inviarmi la richiesta via mail all’indirizzo aurelioaceto@gmail.com.

Quarto Vuoto 2022 Estratto

Al Lettore, o Lettrice, che intenderà avventurarsi in questo testo, dico: << Tratta bene questo libro. Non perché esso sia un testo migliore di altri, no, non lo è; ma perché si tratta di un testo anomalo, questo sì. E di non facile lettura: necessita di grande pazienza e un certo interesse, diciamo così, per una lettura “folle” a più dimensioni, tra significato e significante, nonsense e simboli. >>


a mio fratello Aldo,
a mia eterna memoria:

Aldo, dicono che tu sia tagliato a fette grosse,
e come potresti non esserlo, sei nato,
per dirla nella nostra lingua, abballe pi’ li fusse.
Giù per i fossi, per chi non l’abbia capita.
In mezzo alle campagne, tra le zolle
dentro una torre…
Ma non una vera, una di avvistamento!
Una torretta,
una che dentro ci trovi solo tormento
di gente che voleva vedere e che mai ha veduto,
gente con la cinghia stretta
e sguardo corto,
che ha potuto vedere solo la propria vita che scorre,
tra i vincoli delle stagioni, come fossero sbarre.
E tu, tra querce e pecore e ulivi
e fango,
la tua corsa era senza affanno
senza paura,
senza inganno.
Le radici,
i piedi dentro a quelle zolle
non ti hanno impedito di correre
una bellissima corsa Folle.
E tra un Erasmo e un Tommaso Moro,
La tua vita si è disseminata di polvere
d’oro.

<< E' questa la mia minuscola idea di teatro: non vado alla ricerca di azioni fisiche mirabolanti, di spettacolarizzazione delle luci e dei suoni sul palcoscenico, delle metafore rese visibili con grande magia scenografica. No. Tutto il subbuglio, il caos, le battaglie con il proprio io, gli incendi dell’anima, le vertigini nei vuoti d'aria, l'inabissarsi nelle profonde acque, il perdersi in paurosi dedali, i vorticosi voli ad ali spiegate ..., tutto deve avvenire nelle menti dello spettatore per tramite la parola. Lo spettatore è chiamato a nessun adagiamento intellettuale, a nessuna comodità in platea.>>

DI ALTRI AUTORI

Mario D’Angelo

Trapassi

Ferma ora nell’aria, una primavera
occulta turba il cielo coi suoi baci,
delicatamente scioglie le chiome
di nere nuvole, brilla attraverso
la pioggia che l’erba vela sui prati,
ingemma i petali dei fiori appena
sbocciati; ma sorpreso nei trapassi,
inviolato l’enigma della vita
pènetra nel mistero dei misteri,
già priva del suo veleno la morte!

Metamorfosi

Se oggi un ritorno gelido di fiamma
dell’inverno fin nel cuore d’aprile
tesse insieme luce e ombra sull’erba
vibrante dei prati, al tocco del vento,
che va sussurrando la sua canzone,
i fili verdi, gli steli, le fronde
come sensibili corde risuonano:
si converte in note chiare, tenta
già trepidi accordi, frasi nell’aria
spasimante ogni pena, sangue stilla
fulgente qualunque aperta ferita…

Sospiri di luce

Il cielo indeciso dell’alba incombe
grigio sul fogliame, brividi suscita
dai rami, lungo le siepi, nell’erba,
iridi dalle loro ultime gemme,
lievemente appese tra ciuffo e ciuffo;
a una a una escono dal proprio guscio
le creature, alla brezza si offrono,
ai sospiri di luce, a quegli accordi
nuovi sempre che la vita ritenta!

Silvio Petaccia

La Storia di Ele 01

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